16/09/2026
2026
Welfare
progetti

L’inclusione vale l’impresa e genera valore per la collettività.

Sono oltre 70 mila gli euro risparmiati per lo Stato e 51 percorsi di inserimento lavorativo attivati

SERINA Includere lavorativamente persone che la società spesso spinge ai margini non è solo una scelta di dignità e giustizia sociale, ma è una politica attiva del lavoro capace di produrre un impatto economico concreto e misurabile sui bilanci pubblici.

A confermare la solidità di questa visione sono i dati del nuovo studio Valoris, relativi al 2024, condotto dal Centro Studi Socialis dell’Università degli Studi di Brescia e riferito alle attività della nostra cooperativa sociale Contatto & La Bonne Semence. Un'analisi che si pone in continuità con quanto emerso dall'indagine dell'anno precedente (riferita al 2023, vedi l’approfondimento), consolidando un modello in cui il valore sociale si trasforma in costante risparmio per gli enti pubblici.

Quanto abbiamo fatto risparmiare alla P.A.

L’analisi, condotta attraverso un rigoroso metodo scientifico di analisi costi-benefici, certifica che nel corso del 2024 la nostra cooperativa ha generato un risparmio netto per la Pubblica Amministrazione pari a 70.072,94 euro, accogliendo 51 persone fragili in percorsi lavorativi.

I dati del 2024 dimostrano la continuità di un percorso virtuoso già ampiamente tracciato nel Report dell'anno precedente. Se nel 2023 avevamo inserito 52 persone svantaggiate (34 con contratto e 18 in tirocinio), generando un risparmio netto pari a 82.110,39 euro (con un valore medio di 1.579,05 euro a persona), il bilancio del 2024 si attesta su livelli del tutto analoghi e di grande stabilità.

Un trend costante nel 2024

Nel dettaglio del Report Valoris 2024, sono stati 51 lavoratori con svantaggio coinvolti (di cui 36 con contratto di lavoro subordinato e 15 attraverso tirocini formativi), per oltre 33.200 ore lavorative. Il risparmio netto generato a favore dei bilanci pubblici è di 70.072,94 euro, con un valore medio netto creato per ciascuna persona inserita di 1.373,98 euro. In totale sono 305.682,25 euro di benefici totali creati per la P.A., in crescita rispetto ai 290.502,86 euro del 2023, a fronte di costi totali per l'ente pubblico pari a 235.609,30 euro.

Il laboratorio elettromeccanico da traino

Lo studio 2024 ha messo in luce come l'impatto economico positivo sia ben ripartito sulle diverse attività produttive della cooperativa realizzate per conto delle aziende partner del territorio, evidenziando come le commesse dell’assemblaggio elettromeccanico costituiscano un motore fondamentale sia aziendale sia sociale.

La ripartizione dei beneficiari delle risorse pubbliche risparmiate si dimostra costante rispetto al passato: a trarre il massimo vantaggio economico è lo Stato (a cui va il 57% dei benefici totali tra tasse ed economie di spesa, rispetto al 56% del 2023), seguito da Regione Lombardia (38%) e dai Comuni del territorio (5%).

Come è stato calcolato il Report

La misurazione d'impatto è un tema sempre più centrale, in particolare nel Terzo Settore. Tant’è vero che lo studio è stato condotto su 12 cooperative sociali di tipo B in Bergamasca, il quale indica in quasi 2 milioni e mezzo di euro risparmiati per la P.A. (leggi qui l’infografica riassuntiva). Tuttavia il modello Valoris quantifica in modo prudenziale gli effetti economici prodotti dalle cooperative sociali di tipo B sui budget pubblici.

Il calcolo mette a confronto i benefici creati per la Pubblica Amministrazione comeimposte sul reddito (Irpef), gettito Iva generato dal lavoro, sospensione di sussidi e pensioni di invalidità, minori spese socio-sanitarie e assistenziali sostenute, grazie al miglioramento della salute e dell'autonomia delle persone inserite e i costi sostenuti sempre dalla P.A. quali i contributi pubblici, incentivi e agevolazioni fiscali e contributive riconosciute alla cooperativa per favorire l'inserimento.

Persone, non solo numeri

Dietro ai numeri, ai bilanci e ai risparmi certificati dall’indice Valoris, c’è qualcosa di enormemente più grande e prezioso che nessun calcolo potrà mai quantificare: la vita delle persone che si riaccende. Dietro la cifra di 70 mila euro ci sono 51 persone reali, fatte di sguardi, di paure superate, di sveglie che tornano a suonare al mattino e di mani che imparano un lavoro. Offrire un’occupazione a chi è rimasto a lungo ai margini non significa semplicemente erogare uno stipendio: significa restituire dignità, una ragione per alzarsi con il sorriso, senso di utilità e il sentimento di sentirsi parte viva della comunità.

Il lavoro nella nostra cooperativa rappresenta quel ponte capace di trasformare la fragilità in una nuova risorsa per tutti. È questa la nostra conquista più grande: dimostrare ogni giorno che non esistono esistenze “a fondo perduto”, ma solo storie che aspettano l'opportunità giusta per tornare a fiorire.

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