Serina
Cura
Cittadino/a , Ente pubblico

Comunità Terapeutica La Bonne Semence 2

La Comunità Riabilitativa ad Alta Assistenza (SRP1-CRA) “La Bonne Semence 2”, situata a Valpiana di Serina, è stata la prima struttura in Lombardia dedicata all’accoglienza di persone con disturbi psichiatrici che provengono da contesti giudiziari, come gli ex OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), o che sono sottoposte a misure di tutela legale o provenienti da REMS (le nuove strutture che hanno sostituito gli OPG).

0345 56284
segreteria@labonnesemence.org
viale Europa, 20 Serina

Per chi

La comunità accoglie persone che, oltre ad aver bisogno di cure psichiatriche, può essere soggetta a misure di sicurezza.

Come si accede

La richiesta deve essere effettuata dal CPS (Centro Psico-Sociale), in accordo con REMS e/o Magistratura.
Ogni richiesta viene valutata dal direttore sanitario della comunità.

La vita in comunità

La comunità è strutturata per unire l’assistenza psichiatrica e i percorsi di reinserimento sociale. Lavoriamo in rete con le istituzioni sanitarie regionali, le aziende ospedaliere, i servizi territoriali e la Magistratura, per offrire ai nostri ospiti un ambiente sicuro e orientato al recupero. I percorsi vengono revisionati con il CPS e con l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna). Inoltre l’équipe si avvale anche della consulenza dei servizi specialistici (SERD, DNA…), ove necessario.

All’interno della struttura, si svolge una vita comunitaria. L’équipe è sempre presente 24 ore su 24, festivi compresi.
Numerose sono le attività previste tutti i giorni: dallo sport (piscina, pallavolo) allo yoga, passando per il laboratorio del legno, cineforum e molto altro ancora.

Il percorso in comunità è orientato all’uscita verso un territorio accogliente e un’autonomia abitativa e lavorativa, anche grazie alle possibilità che offriamo come cooperativa che si occupa di tutti gli aspetti della vita di una persona.

Perché è nata

La Bonne Semence 2 è stata aperta nel 2011 su l’urgenza di dare una risposta concreta all’accoglienza delle persone in uscita dagli ex OPG. In quegli anni era in corso il processo nazionale e regionale di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. La CRA è nata proprio per rispondere a questa esigenza, grazie anche alla collaborazione con esperti nazionali e regionali del settore sanitario e giuridico.

La ritualità

Appena si entra nella comunità si respira un’aria di tranquillità, di tempo dedicato alla riflessione su di sé. Fondamentale è lo “stare”, anche all’interno del silenzio e della semplicità del quotidiano. Attraverso la ritualità si prova a ritrovare un nuovo ordine mentale e un nuovo equilibrio come stile di vita.
Per questo motivo, ogni giorno, nella comunità si seguono alcuni momenti rituali, tra cui:

Tutti i giorni, alle 10.30, ci si riunisce nel salone della comunità. Tutti: residenti e operatori, nessuno escluso.

L’operatore pone al centro il vassoio con il caffè o la tisana. Tre tocchi di campana danno il via al rito del caffè. A turno si prende la propria tazzina, si aspetta che tutti si siano serviti, si beve, si sta insieme.

Si attende che tutti abbiano finito di gustare la propria bevanda, dopodiché, a turno, seguendo lo stesso ordine, si posa la tazzina o il bicchiere sul vassoio e si conclude il momento conviviale. In certe giornate della settimana, si procede con la condivisione.

Da quando è nata la comunità, la campana della consapevolezza ha sempre scandito le giornate di chi ci vive.

La campana tibetana suona alle 7.30 per il risveglio, così come 10 minuti prima del pasto e prima della lettura del sutra. È un suono, simbolico, che aiuta tutti - residenti e operatori - a ritrovare la calma e se stessi.

Questo cibo è dono dell’intero Universo: Terra, Cielo e molto duro lavoro.
Che noi possiamo mangiare in piena consapevolezza così da essere degni di riceverlo.
Che noi possiamo trasformare gli stati mentali non salutari e imparare ad alimentarci con moderazione.
Che noi possiamo assumere soltanto cibo che ci nutre e previene le malattie.
Accettiamo questo cibo per realizzare il sentiero della Comprensione e dell’Amore.

Sono le parole che - prima di ogni pasto - vengono lette da un residente della comunità. Durante il servizio si rimane in silenzio, nel rispetto dell’altro e del cibo preparato.